Cari amici vi introduco alla famosa ricetta di cui Elleletizia ricordava giorni fa la bontà, raccontandovi una festa cui ho partecipato due sere fa.
Intanto la bellezza di nascere il giorno della Immacolata…Si una festa di compleanno la sera dell’8 dicembre mentre cominci a dedicarti a regali di Natale, pacchettini, albero e presepe, che ancora non ho fatto. Insomma una festa bella già per il giorno in cui si celebra, poi aggiungici che chi la fa e ti invita ha una verve ironica come pochi: canta anche senza il karaoke, recita poesie scritte o anche no inventate all’impronta. E organizza in una casa che sembra una casa greca: la sua.
Presa da tanta sorpresa anch’io gli dedico una poesia: le mie poesie più sentite sono offrire il mo ingegno e la mia passione per la cucina, dopo magari anche delle parole scritte o delle pennellate sentite, ma il modo più appassionato di dare un pò di me è senz’altro la cucina.
Ha fatto gli inviti raccomandando di mangiare prima a casa, perchè farà solo dolci e frutta e beveraggi vari.
Da qui l’idea: dico – Ma scusa non è triste non mangiare nulla proprio nulla di sostanzioso?
Ci metto niente a fare gli anelletti alla palermitana…Quanti siamo?-
Mi dice: una sessantina…
Ma sei sicuro?
Sicuro…sicuro che verrano tutti?
Detto ormai, non ci si tira indietro, ma devo confezionare almeno 4 teglie da 12 porzioni per ciascuna e arriviamo a 48 porzioni…Poi si sa qualcuno non vuole mangiare, qualcuno mangia di meno. Insomma di sicuro me la cavo con 4 teglie da 12.
Per preparare 4 teglie di così fatta capienza occorrono: 4 kg di pasta anelletti, 2 kg di tritato di bovino, anche se è giusto fare metà e metà di suino, estratto di pomodoro: una bella noce grossa come una pesca, cipolla almeno tre belle grosse, carote e sedano se si vuole, piselli almeno 1kg, besciamella almeno 2 litri, formaggio grattuggiato stagionato di mucca o pecora almeno due vaschette da 150 gr, panrattato tostato con sale zucchero e olio almeno 300 gr. Polpa di pomodoro almeno 5 litri. Mozzarelle e prosciutto cotto.
E così preparo gli anelletti. Vi ricordo che queste porzioni se ben ridotte possono essere adattate alla bisogna di chi ha da fare una sola teglia. Si insomma per un kg si anelletti bastano 500 gr di tritato e così via.
Il pomeriggio è dedicato alla preparazione della pasta. Mia sorella da sempre il mio aiuto in cucina quasi pentita dell’idea, che è stata pure sua…arriva in fondo senza una piega, ma al momento di infornare ha un attimo di crisi. Crisi superata, ecco la ricetta.
Si prepara il ragù come si è soliti, con il soffritto che io ricordo sempre di fare in acqua e olio, man mano che le verdure appassiscono si aggiunge il tritato si mescola bene, si insaporisce di sale e si sfuma con un bicchiere di vino rosso. A tal proposito mi va di ricordare che per l’occasione ho aperto una bottiglia di vino vecchio: almeno due anni…delizioso, quasi marsalato. Si il nostro vino fa sempre faville e regala sorprese.
Chiusa parentesi, dopo la sfumatura di vino e l’aggiunta dell’estratto di pomodoro, si fa cuocere a lungo in acqua: almeno 400 ml per ogni kg di carne. Asciugata l’acqua si aggiungono i piselli, gli aromi: io sono solita mettere rametti di timo fresco, e si finisce la cottura un pò in acqua, un pò in polpa di pomodoro che si aggiunge per ultima. Fatto il ragù, che per essere a regola d’arte ci si mette almeno 2-3 ore, si prepara la besciamella o la si usa già confezionata, e si pone sul fuoco l’acqua per la pasta.
La composta in teglia prevede: pangrattato tostato come già ricordato nei post precedenti, con cui si spolvera bene bene ogni teglia unta per bene con olio di oliva. Intanto la pasta scolata al dente, si condisce con il ragù, con la besciamella e con il formaggio, si versa in teglia, si fa uno strato su cui si adagiano pezzetti di mozzarella e prosciutto cotto, ragù e formaggio grattato, secondo strato di pasta che si rifinisce con ragù, formaggio grattato mescolato al pangrattato tostato e si manda in forno per almeno 3\4 d’ora a 200 gradi. Deve formarsi una bella crosticina dorata… poi si mangia tolta dal forno per un pò.
La pasta è piaciuta tantissimo. Ne è rimasta tantissima: si sono consumate solo due teglie. Le rimanenti verranno congelate in monoporzioni dal festeggiato che per ringraziare del gesto generosissimo ha aperto le danze con un tango invitandomi.
Il ballerino è bravo, sa portare con eleganza, io adoro ballare ma… Mi dice adesso caskè.
Io mi lascio andare indietro sulle braccia che ritengo mi reggeranno, invece il suo piede scivola, mi regge quasi a depositarmi a terra e con mille capriole cerca di non precipitarmi addosso. Siamo a terra tra l’ilarità generale, ma divertiti da morire, perchè non ci siamo fatti nente: solo tanto ridere che echeggia dappertutto, tra i vassoi, i liquori, i sofà e le pezzare della sua casa greca. Io rido, poi canto, cantiamo, balliamo…C’è chi balla una quadriglia antica…li osservo incantata…
Siamo a metà tra la grecia e l’oriente.
Forse non siamo neanche in Italia, visto che siamo quasi con 20 gradi e balliamo con i balconi aperti e in terrazza…l’8 dicembre 2010.
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