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Archivio Luglio 2010

youtube : io ti cercherò: il testo

31 Luglio 2010 2 commenti

Come è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente salutarci come due vecchi amici Ehi ciao come stai quando un giorno di notte m’hai detto “non ti lascerò mai” quando un giorno di notte t’ho detto “non ti lascerò mai”; E adesso siamo occhi negli occhi e non serve a niente parlare ho la mappa di tutti i tuoi nei la potrei disegnare nei tuoi occhi ritrovo i miei giorni di qualche anno fa le domeniche senza far niente e voglia di sincerità, parliamo un po’ raccontami quello che fai sei la stessa che un giorno m’ha detto “non ti lascerò mai” quando un giorno di notte m’hai detto “non ti lascerò mai” quando un giorno di notte t’ho detto “non ti lascerò mai” ; Io ti cercherò negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi chissà se si chiamava amore. Nei tuoi occhi mi ritrovo nell’attimo prima in cui sto per baciarti l’universo si ferma un’istante perché vuole ammirarti tutto il resto mi passa alle mani come la sabbia del mare resta solo un diamante che brilla e che continua a brillare ogni volta che mi torni in mente continua a brillare in un angolo della mia mente ti continuo ad amare.
Io ti cercherò negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi chissà se si chiamava amore.

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Le strade del Caravaggio

20 Luglio 2010 5 commenti
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Penso ai quadri del Caravaggio. A quella luce tutta sul centro del dipinto. Il resto in ombra. La luce accarezza le forme. I chiaroscuri nascondono e svelano ora una ruga ora uno sguardo, mistico, curioso, pieno di intenzione. Sempre.
Il viaggio necessita una valigia non piccola né grande. Dentro portiamo quello che pensiamo necessario. Eppure è così piccola la valigia da portare con sé. Bastano poche cose. Il più delle volte niente. Solo il sorriso agli angoli della bocca per godere di tutto e assaporare ad occhi socchiusi.
Eppure ci ostiniamo, in tempi oltremodo difficili, a portare di tutto. Per non dover poi comprare. Eppure un sorriso vero non lo portiamo. Uno sguardo attento nemmeno.
Ho visto, camminando per le strade del mondo, angeli. Ma anche strade dissestate, stazioni affollate e calde. File infinite.Ho visto camminando per le strade del mondo tesori che mi ero persa. Affreschi che saziano l’anima. La prospettiva inventata, le lacrime che scendono quando quel filo è lì per te.  Per te che lo osservi, lasciato impalpabilmente oppure no dalla mano dell’uomo. Nel tempo, nei secoli.
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Per andare in vacanza in buonumore…Buona estate! A presto!

3 Luglio 2010 22 commenti

DSCN3899Sono le quattro del mattino. Il medico dorme sulla sedia, i gomiti appoggiati e i palmi delle mani aperti sulla scrivania dello spettrale Pronto Soccorso. Tetro, irreale per la luce che i neon lasciano sui volti, come un’ombra gialla che rende le orbite quasi vuote, quasi assenti.

Arrivano alla spicciolata, in silenzio, nell’ombra appena grigia dei neon. Disordinati, incolti, appena aprono bocca travalicano le righe, sbavano, vanno fuori. Già nello scalpiccio che lasciano dietro di sè, si percepisce l’ansia che riverseranno al di là della lettiga e sulla scrivania, fino a raggiungere il malcapitato operatore del piccolo spazio della sala visite.

Il medico di turno è una dottoressa piccola, minuta, biondina, con gli occhi assonnati. Non sarà capace di farsi prendere alla sprovveduta, ma negli istanti che precedono le aspettative della coppia con in braccio la bambina, misura l’attesa che precede il racconto e il fardello che portano con sè.
Poi l’aria si spezza arrivano le prime parole, poche, come a tastare il terreno, poi aumentano, diventano un fiume in piena.   Surreali, impossibili, eppure così vere.

Arrivano: – Buonasera, anzi, forse buongiorno!-

- Si non si preoccupi, buongiorno!… Data l’ora!…Ma cosa è successo?-

La bimba sonnecchia sulla spalla del padre, il cui volto lucido traspare l’ora, forse anche l’assenza di docce frequenti, come il sentore che ristagna intorno. Il giovane medico sa che non può lasciarsi scoraggiare dalle abitudini poco avvezze all’igiene personale, forse anche è l’urgenza a far dimenticare che non si è presentabili.

-…Dottoressa, chi voli chi ci dica?…La bambina ehm…mentre era sulla scala truvò…Si ha presente quelle pastiglie rosse incartate per i topi?-

-…Ma quando?…-

- Uora…ehm…si ora.-

- Alle quattro di notte, ora ha mangiato per le scale il veleno per topi?…Ho capito…Aspetti-

Il medico compone il numero del Centro Antiveleni di Milano.

Alle quattro di notte.

La voce non arriva subito, prima la musichetta con una voce suadente che alle 4 del mattino ti canta una ninna nanna:

- Il Centro Antiveleni di Milano , il medico al momento non è disponibile, si prega di attendere per non perdere la priorità acqisita. -

Come alle 4 del mattino il medico non è disponibile?

Tutti avvelenati in Italia a quell’ora… Sarà.

Ma ancora è niente!

- Pronto!? -

- Pronto -

-  Nè, salve AUMH!! -  Auhm! Qui il Centro Antiveleni di Milano -

Stava dormendo non c’è dubbio.

- Senti collega qui ho una bambina di 4 anni che ha ingerito veleno per topi -

- Veleno per topi? A quest’ora? Ma sono le 4 del mattino !!! -

E’ evidente che, a Milano, alle 4 del mattino nessuno assume veleno per topi, nemmeno a scopo suicida. Ma non in Sicilia.

Qui il veleno per topi può essere assunto anche alle 3 del mattino, scambiato pure per una caramella appetitosa,…. e ritrovato per le scale…

E’ un assurdo, un non sense,  non ci crede nessuno.

La dottoressa bionda ha uno scarto. Come si può trovare dall’altra parte uno così ”milanese”…!!!?

Non si arrende, non può, ha navigato tra urla, extracomunitari di tutte le etnie, da quelli timidfi e rispettosi dello Sri Lanka, ai tizzoni scuri dei Ghanesi, simpatici, un pò irruenti, ma sempre molto così sudati e colorati,  alle pelli pallide dei cinesi, fino a quelle meno scure ma brunite e più lerce dei marocchini.

Adesso  le tocca armeggiare tra le rotelle di un’altra etnia: quello che se la tira perchè si trova dall’altra parte dello stretto, anzi con il leghista del cavolo, anzi… (si può dire del cazzo?)

Ripone le armi appena in tempo, quasi in modo informale butta: – Salve collega, mi dispiace disturbarti alle 4 di notte, ma è un’emergenza!!!-

- Una bambina di …- dice l’età –  ha ingerito – dice: topicida in pasticche rosse, incartate di cellofhane.

Dall’altro lato, ma non si aspettava niente di diverso, ( si aspettava un pò di meno) uno stupore  si condensa in un silenzio significativo, quasi un’assenza completa, esaustiva, quasi come un lungo discorso.

Lei incalza: – Si…dicevo… -

Il verde leghista accenna finalmente a scuotersi tutto il silenzio in cui sembrava rimasto avviluppato.

- Ma…sei sicura?! Veleno per topi? A quest’ora?!! …MA CHE CI FACEVA UNA BAMBINA DA SOLA ALLE 4 DI NOTTE PER LE SCALE?!!!..- Non aspetta la risposta, continua poi…- Va bene, bisogna consultare il capocondomino per avere il tipo di topicida che è stato lasciato sulle scale… -

La dottoressa bionda esita…vorrebbe dire tutto d’un fiato: siamo a Palermo, siamo …in una situazione imbarazzante: ho qui davanti i genitori e non posso parlare liberamente!!!  Ma esita, inarca le sopracciglia, lascia cadere le palpebre sugli occhi, stanchi, affaticati, arresi. Non può dire perchè!

Perchè ha dall’altra parte un pirla che da fighetto bene cura solo bimbi in bermuda scozzesi e calzettoni in tinta, che giocano spesso al Nintendo!!!

Ma tutto d’un fiato butta: – No, non possiamo, non c’è il capocondomino…-

Di rimando: – …Ma a Palermo non avete i capocondomini?….-

- No, li abbiamo i capocondomini! …Qui non c’è il capocondomino!! In questo edificio… -

- Ah..Emh e allora…vediamo…- Il fighetto giovane che cura solo bimbi in bermuda scozzesi consulta una lista al computer e infine: – Ma come facciamo?? ?!!- Mentre si sta mettendo una mano tra i capelli pensieroso.

La piccola coraggiosa bionda infine scoppia: -Collega come faccio a fartelo capire???  Questo edificio non è nella Milano 2…!!  E’  allo Zen di Palermo!!!! -

Poi si illumina e sorride tra sè…:   – Era l’unico modo illuminante per farmi capire?-

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