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Archivio Settembre 2003

Cosa dire al mare oggi

29 Settembre 2003 Commenti chiusi

Si c’era il mare di cristallo, la sabbia fine… Il colore del mare alternava a secondo le nuvole o no il ceruleo azzurro delle acquemarine a quello più intenso delle tormaline o dei topazi azzurri. Sono stata bene, creatura di questo mondo integrata con esso, nessuno mi ha respinta, mi sono sentita accettata ed è sfumato verso il cielo di piccole nuvole bianche il pensiero di te. Non mi faceva male. E allora un figlio, si è stato più importante di noi. Penso alle giornate che iniziano e non mi ero resa conto prima, con un pensiero diverso nella mente, nella tua mente. E adesso posso dirlo, dirmelo, non mi fa più male.

Ero ferma ad una cabina telefonica, mi stavi cercando, io stavo aspettando. Quando ti ho visto arrivare mi ha colpito il tuo sguardo: eri scolvolto, non mi trovavi.
E’ stato l’inizio di giorni lieti, io non volevo

Ti consegno al mondo tu creatura del mondo, perchè del mondo volevi essere.

Mi consegno al mondo, io creatura del mondo perchè del mondo devo essere.

So che tornerai perchè del mondo siamo e l’uno per sempre dell’altro.

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un giorno di fronte all’orizzonte bianco di bianca foschia

27 Settembre 2003 Commenti chiusi

Un giorno in uno dei suoi soliti spostamenti di lavoro, le mani curate, le giacche di lana pregiate. Tutto in lei era diventato più leggero e diafano. Quando passa il tempo, i lineamenti divengono più esili e diafani, come se una spugna vi fosse passata sopra. Si era fatta bella Isadora, le mani curate adorne di gioielli, aveva cambiato la voce, l’incedere, il modo di accavallare le gambe ma qualcosa era rimasto, come una nota di dolore in fondo alla gola.

Era sul treno in uno dei suoi soliti spostamenti di lavoro guardava le isole di fronte bianche all’orizzonte di foschia e ad un tratto capì, capì…cosa gira il mondo e si disse: Nessuno sa, solo Lui e pensava a colui che sta lassù sa. Il mondo va e tutti pensano di aver capito, di sapere, ma arriva un giorno in cui….tutte le certezze avute, e le sicurezze raggiunte e ….Tutto un giorno andrà via: troverai te stesso di fronte a te stesso a fare i conti con i rimpianti, le cose lasciate nel tempo….

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Ci sono personaggi che….

27 Settembre 2003 Commenti chiusi

Cisono personaggi che rivedi dopo anni. Personaggi che hanno perso la giovinezza e pur se andati sono sempre uguali. Hanno messo su un pò di pancia qua e là, del bianco tra i capelli, ma li ritrovi uguali agli angoli delle strade dopo anni e anni. Sono andati via o tu dei andato via. Avete percorso strade e mari, traversato l’orizzonte cambiato modo di accavallare le gambe… Ma loro no. Hanno sempre quell’aria un pò particolare come di chi è un pò stravagante, bizzarro, che attira l’attenzione a tutti i costi e tali rimangono immutati. I cappotti grigi, i cappelli… i capelli.
Le camicie a quadroni. Oppure le barbe incolte. La passione per la pittura. Artisti mancati, attori mancati, cantanti mancati. In fondo sempre artisti.
Ne conosco uno che si è rifatto una villetta fuori dal paese. E’ bella perche si è ricavato in campagna una abitazione fantastica. Non fa del male a nessuno, potrebbe essere il protagonista di tanti racconti.
Ancora uno che di mestiere faceva il lavatore di automobili. Adesso non so… Anche la sua casa andrebbe fotografata e pubblicata rappezzata con i materiali più vari e riciclati, dalle finestre alle porte, alle tende, anche le “raste” sono bizzarre. La fotograferò per voi e la pubblicherò.

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Il colore del grano

27 Settembre 2003 Commenti chiusi

Hai letto mai il Piccolo Principe?

Li dove la volpe indica al piccolo principe come addomesticarla? Si inizia, un giorno e il successivo e poi ancora l’altro. Ogni giorno che si parla, il successivo si aspetta che giunga l’ora di rivedersi. E “se verrai alla stessa ora” dice la volpe la gioia di rivedersi aumenta, perchè è preceduta dall’attesa. “Addomesticami ” dice la volpe al piccolo principe. -E tu cosa ci guadagni?- risponde il piccolo principe.
“Il colore del grano”… e i suoi capelli erano colore del grano.
“E quando passerò per un campo di grano, penserò a te”

Io dico è ancora presto. Per addomesticarmi.
Quando sono su uno scoglio penso ancora ai tuoi capelli.

Verranno altri soli…..

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Quando morire, non è dormire

21 Settembre 2003 5 commenti


E’ perchè mi manchi e non riesco a confessarmelo!!!
MI manchi e non capisco che passa così solo inutile il tempo!!!

una ragazza francese
viveva qui per amore
con il suo ragazzo italiano.
Ricordo quanto li invidiavo!!!!!
per non averti mio folle innamorato e
ti inventai.

Ti cercavo
nel giovane cervello
imbizzarrito
Egli, e non io
avevano bisogno…

Avevo una padella da scrostare
e….

Vi lasciai.

Presi a braccio l’ignoto
Egli mi si porgeva
contrastante

Pace
non aritmie.

Caddi in una atmosfera
umida.
Acqua e pace si intrecciavano

Nebbia
e intolleranza alle alte pressioni

Fu nella notte
che la mia anima
cessò di esistere.
E il mio corpo
si burlava
di essa.

Non si faceva scupolo
d’ucciderla.!!!!

C’erano case di campagna nei miei sogni
C’erano oneste, piovose cittadine…

Tutto questo
e la setosa tua esistenza
mio folle innamorato
mi salvarono.

A tutti coloro che hanno fatto morire qualcosa per continuare a… vivere.

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Ritornando dal mare, addio mare

21 Settembre 2003 1 commento

Addio mare, addio lago ,addio limacciose rive , placide onde di settembre, cristallino cielo e cristallino mare. Ti ho incontrato proprio mentre finivo la mia bella nuotata, andavo in bici, io di spalle, tu di spalle. Per non lasciarmi andare inosservata hai fatto qualche battuta. No, avevi voglia di fermarti e anche di chiacchierare, riconosciuta al volo di spalle. Riconosciuto al volo di spalle!!!!! bella risata, bella abbronzatura, abbigliamento sportivo, bisogno di scivolare palpandosi tra una mano sulla spalla e una mano sulla spalla… Scivolare verso nuovamente un’altra nuotata, scivolare verso le belle frasi che sapremmo inventare, scivolare verso una bella serata rallegrata da un vinello niente male. Mi hanno insegnato cose sbagliate porco giuda e allora niente.
Va pensiero… e lasciamo le cose come stanno. Troppo ferita? Troppo ferita. Troppo responsabile? Troppo responsabile. E intanto ti sogno.

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Un angelo un giorno mi disse

12 Settembre 2003 1 commento

Nell’alito di vento sentirò il profumo di citronella

E nell’onda il gioco del mare
Riferimenti: un giorno di due anni fa e dintorni

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Di un giorno di due anni fa … e dintorni

12 Settembre 2003 Commenti chiusi

Di questo 11 settembre, tutti dicono la propria, io non voglio dire la mia. La tengo per me . In questa gazzarra che è diventato il mondo con gli attentati continui, Israele.. il Medio Oriente e L’estremo Oriente il denaro che vale sempre meno e le risorse che si assottigliano, molto presto per la invivibilità del nostro pianeta dovremo trasferirci tutti su Marte… e andiamo ancora a fare le guerre….Le guerre. Dio se penso che i nostri nonni le hanno viste tutte e due, e se penso ai miei genitori quanto poco hanno avuto nella loro giovinezza, contrassegnata dai problemi, dall’incertezza, dalla precarietà, dai soldi che mancavano….
I loro interni erano lungi anni luce dalle carte da parati o dalle piastrelle in cotto, erano in piccole scaglie di marmo o con le graniglie antiche. Avevano la radio, e forse il giradischi, con i dischi a 78 giri, 33 e cantavano le arie napoletane o “scialle ‘e lusso e pettinesse…” avevano le camicie bianche e i pantaloni che si stringevano alla caviglia, con la svolta. Ma ridevano , o certo ridevano per la loro giovinezza che li faceva sorridere di niente, per una serata insieme, per il cinematografo, per un panino con la mortadella che nel dopoguerra potevano addentare. Non facevano le ferie e al mare si andava con la tenda. UN treppiedi a cui affibbiavi un lenzuolo.Ma già eravamo nati noi. E andare al mare era per irrobustire i bambini. Mi hanno fatto conoscere quanto possa essere bello mangiare la sera in riva al mare teglione di pasta al forno, e l’anguria ghiacciata dentro le onde, mentre mia nonna faceva il bagno vestita in sottoveste perchè sta male che una signora indossi il costume. Lo faceva esclusivamente la notte che di notte nessuno potesse vederla. Come potrò dimenticare tutto questo, questo insieme di tanto amore per la vita, e il gusto di assaporarla in niente e con niente: nell’alito di vento sentirò il profumo di citronella, e nell’onda il gioco del mare. Come potrò mai ringraziarli per la cura e la dovizia di cose insegnatami. Quanto potrò abbastanza ammirarli, e preservare tutto il patrimonio di cultura e saggezza che sta in Loro!!!!
Dedico l’adagio for string di Barber a questi nostri anni molto più tristi e bui, alle Torri, all’umanità, a voi, a noi.

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